“Sconclusioni”
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“ ”Vivere è un po’ come raccontarsi. E a me piace vivere. “
“SCONCLUSIONI“ , la cui idea nasce diversi anni fa, non sarebbe mai stato editato senza la lettura di tanti autori, italiani, stranieri ed apolidi, senza la birra, Ceres in particolare, senza i posti dove abito o avrei voluto abitare, senza il mio amore per i gatti, il clima mite, l’allergia ai pollini ed agli acari, Internet, il canone RAI, la seconda Repubblica, la musica, il mio odio congenito e non preterintenzionale per la matematica a partire dai 14 anni e sette mesi in poi, le traversie societarie della società calcistica A.S. Roma, il detto popolare “piove governo ladro”. Grazie comunque agli orari lavorativi comodi, a mia moglie, a tutti quanti coloro che mi hanno chiesto se prima o poi scrivevo un libro, a tutti coloro che invece non mi hanno chiesto niente, ai miei genitori, a Sara ed Enrico per la preziosa collaborazione e la pazienza, a Fabione, Nonna, Rosaria, Rossana e Tiziana per motivi miei che non starò a dire, a Gianfranco Franchi per gli stimoli e le chiacchierate. Infine una menzione particolare per Sonia Argiolas, infaticabile divulgatrice del libro e delle iniziative ad esso attinenti.
Questo primo libro autoprodotto è dedicato a tutto quello che ho incontrato ed anche a quello che non avrei voluto. La scelta di essere solo, editorialmente parlando, è ponderata e senza paura. Questo libro non è per tutti ma neanche per nessuno, sia chiaro. Quello che mi interessava era coniugare la mia scrittura al maschile, ovvero essere MODO e non mera MODA. Esiste una pagina dedicata anche sul social network Facebook, altre si stanno attrezzando. Questo, spero, sarà un libro che viaggia su onda lunga, un motore diesel, un’esperienza che non scade come il latte fresco o i prodotti surgelati o meno. In ogni caso, ad oggi, hanno avuto fiducia in esso più di trecento acquirenti, un numero enorme e superiore a qualsiasi aspettativa, posto che il valore (e non il successo) di un libro si misura anche da quanti non lo hanno letto. Riassumendo: un’esperienza personale e con feedback praticamente diretto che è stata fantastica, quasi un concerto rock.
Che la lettura sia con voi.
Per ora puoi trovarlo qui:
Il libro è poi disponibile presso le librerie aderenti al circuito Danae, http://www.danaelibri.it/librai/librerie.htm e sul sito della stessa associazione, http://www.danaelibri.it/acquisti/danae_acquisti_catalogo.asp.
Infine è ordinabile anche sul sito www.amazon.com o contattando l’autore via mail, a baolo70@yahoo.it, per spedizione in contrassegno postale ovvero con pagamento a mezzo bonifico bancario/paypal.
RASSEGNA STAMPA
Oltre quelle pubblicate in altri siti e poi riportate qui, recensioni sul libro sono presente anche sul portale letterario “Lankelot.eu” e su ”Mangialibri.com“. Ci sono state inoltre presentazioni in giro per l’Italia, alcune documentate a mezzo video, come a Rocca di Papa, il 28 novembre 2009 (qui), Cagliari (qui), Modica (qui) .
Altri articoli non presenti su questo blog:
Intervista sul sito Libri e scrittori: http://www.libriescrittori.com/intervista-a-paolo-pappata/
Recensione di Irina Turcanu: http://esordientiit.wordpress.com/2010/09/15/lettura-vivamente-consigliata-sconclusioni-di-paolo-pappata/
La scheda di presentazione sul catalogo di Danae Libri: http://www.danaelibri.it/catalogo/schede/sconclusioni.pdf
Recensione di Arlara: http://arlara.blog.kataweb.it/2010/06/04/ho-letto-sconclusioni-di-paolo-pappata/
Breve forum aperto: http://opinionidirette.blogspot.com/2010/01/il-furto-della-luna-sconclusioni-con.html
Estratto di un racconto sul sito “Chi mi consiglia un libro”: http://www.chimiconsigliaunlibro.it/index.php?option=com_content&view=article&id=269:diari-di-bordo&catid=59:il-mio-racconto&Itemid=53
Intervista sul sito Mangialibri: http://www.mangialibri.com/node/7108
Recensione sul blog La neve blu: http://laneveblu.blogspot.com/



Come si fa a scegliere il racconto mi è piaciuto maggiormente??? sono tutti belli!!!
ma ce ne sarà uno preferito, così, a pelle
Scelgo “Sconclusioni (pagina bianca)” perchè è uno scritto che senza dubbio non potrei mai scrivere io (non che gli altri li potrei scrivere sia inteso): è geniale, una continua spruzzata di dirompente inchiostro pungente e inscalfibile. Una meravigliosa miscela shakerata di vita. E’ quello che ti identifica meglio, per me. Dissi che è l’apoteosi dello stile Pappatà.
ma, quell’Enrico nei ringraziamenti chi sarebbe?
Dunque: “Pagina bianca”, assieme a “L’isola che non c’è” sono i racconti più recenti, quindi quelli più simili in assoluto al mio scrivere oggi, al mio dire, al mio fare. Erano per tanti motivi omogenei alla raccolta, non c’è dubbio che siano, per contiguità, anche l’indicazione di eventuali sviluppi futuri, sia per storia che contenuti.
L’Enrico di cui chiedi è un tipo in gamba che ha avuto una quasi pietas cristiana di darmi una mano. Non l’ho pagato, ma è stato impagabile
. Come gli altri. Li considero tanti, forse sono pochi, ma hanno avuto un ruolo importante per questo libro e spero di averli a fianco per il prossimo
Scelgo anch’io decisamente “Sconclusioni (pagina bianca)” perchè … A Suburbia Non c’è un briciolo di poesia, nemmeno un po’ di prosa. Niente. Perchè la poesia non è tutto, esiste anche la prosa. E perchè ci sarà sempre una prof. (di lettere? di matematica? di religione?)pronta a sparare giudizi. Perchè un giorno scriverò una poesia..:-)
“Alice certi giorni vorrebbe rimanere a dormire. Oppure svegliarsi per sempre, perché le pare che tutto abbia il sapore di un sogno indigesto. [...] Lei che non rideva mai….”
E’ proprio così, una donna che esternamente non lascia trasparire nessuna emozione, ma che osserva: il mondo, le persone, il palazzo di fronte…. Una donna che non parla molto, che si guarda intorno, che forse cerca di capire. Bruttina, almeno così si vede, quasi trasparente, invisibile al mondo. Eppure. Eppure capace di un piccolo miracolo. Chi l’avrebbe detto?
Ogni racconto in questo libro ha un suo significato, una sua ragione per esistere. Impossibile spostarli dal loro ordine dandogliene un’altro per importanza, io questo libro l’ho visto come un cerchio, in cui inizio e fine si ricollegano, e proprio grazie all’ultimo racconto. Solo che questa Alice, con una “sorella” così famosa in musica, mi ha riportato alla mente un’altra bruttina, che conosco bene…
Beh indubbiamente l’ordine è stato studiato, non è sicuramente casuale. E l’idea del cerchio è perfetta, in quanto volevo propio dare questa sensazione… si parte da certe sconclusioni e si arriva ad altre
How come newcomers criticize this?