Paolo Pappatà scrittore suo malgrado e webwriter per necessità, è nato a Roma nel 1970. Da anni sfoga la sua grafomania in alcuni siti con il nickname Baol70(Lankelot.eu, Ciao.it fra gli altri). Nel settembre 2009 è uscita la sua prima raccolta di racconti, "Sconclusioni". Per ora, oltre a scrivere, legge.

Jingle Bells

.........................................................

Immagine 1025

Buon Ferragosto!

Scena: ufficio in dismissione natalizia, tutti profumano di torrone, hanno la faccia di pacco regalo e sono vestiti come alberi di Natale, anche se a tutti girano le palle da morire, perché hanno tutti fretta, è Natale, una condensa di ansia e malinconia con spruzzate di valori famigliari. Soundtrack originale in sottofondo una musichetta natalizia, meglio se diffusa da un vecchio grammofono retrò, facciamo anni trenta, in quei films in bianco e nero che almeno una volta, cazzo, bisogna vederli nella vita

Auguri fa sollevando il bicchiere di spumante rancido quel pachiderma in pensione dagli affetti del capufficio, con il suonare disincantato, lento, quasi in differita, della sua voce imperiale.

Si, auguri anche a te, vecchio mio

 

Auguri  anche a tua moglie. A quella donna così colta e affabile, che sorride ad ogni incrocio, ad ogni semaforo che la vita gli impone, a lei che attraversa le strade sempre sulle strisce pedonali, a lei che dice sempre buongiorno per prima, a lei che mentre tu, vecchio mio ti affatichi qua dentro a stare appresso a fornitori che non forniscono, cavalca voracemente metà amazzone e metà troia l’usciere della compagnia assicurativa, sì quello qui di fronte, quello che fuma solo dieci sigarette al giorno e legge il Corriere dello sport con la solennità di una bibbia che non lascia dubbi. Massì auguri anche a lui, auguri vecchio mio, mi sento generoso. E auguri anche a tua sorella Gina, a lei che sulle spalle porta un divorzio e la lenta evaporazione dei tre quattro brandy serali, ebbene sì, auguri. Anche a quella dolce stella, più o meno cadente, sempre evanescente di suo figlio Mario. Che tanto le canne che si fa non danno fastidio a nessuno. Anzi, fanno molto Natale alternativo, in cannabis style, direi.

Auguri anche al marocchino che ora entra senza preavviso dentro l’anticamera di queste stanze male illuminate, per vendere qualche cd taroccato o qualche

Miao!

Miao!

 collanina demodé. Auguri, mentre, sempre senza preavviso, lo scacciamo dai nostri sensori emotivi e gli diciamo no grazie, secchi e cortesi.

Auguri poi a quel venditore nostro cliente da strapazzo, che viene solo nelle feste comandate  a salutare e a chiedere mentre omaggia, un dono di natura contronaturale il suo, sa di pandoro e panettone mischiati assieme con l’abbacchio, come la destra la sinistra e il centro che ormai non hanno più senso e direzione. Politically correct, i suppose, auguri. Massi, certo, e chicazzosenefrega, è Natale. Auguri altresì alla vecchia babbiona inquilina del piano di sopra che corre col fiatone per cercare l’ultimo regalo, spingendo scalciando che gli cammina di fianco, di sopra, di sotto. Non fa niente, non fa nulla se soffre di insonnia e ascolta i programmi notturni ributtanti con un volume alto come se si fosse ad un rave sull’appennino lucano, soli e strafatti e allora alziamo la musica. Auguri, ma certo, mon dieu.

Sarà che poi all’aria aperta tutti gli aliti, anche i più oberati da cattivi odori sembrano tutti impregnati di incenso e mirra, allora tutto è un maestoso presepio. Certo si rileva una overdose di asini, una certa promiscuità di qualche bue cornuto, mentre i re magi sono latitanti, forse attardati dal traffico sulla tangenziale fuori città. E poi c’é la stella cometa, che fa la birichina, é lei che mi ha trascinato qui ed altrove, ovunque e comunque, sei tu… sei la mia voglia di vivere ed augurare vita. Auguri stella.

E poi luci, colorate, bianche, intermittinenti, fulminate, un po’ come le emozioni che uno nella vita accende e spegne senza mai ricordarsi che c’è la bolletta da pagare al gestore dell’elettricità, il tempo che scorre, gli anni che passano, i Natali che si affollano.. .

Auguri ora anche a quello che or ora lascia la macchina in doppia fila, lo sguardo truce e la cortesia in zona rimozione, che senno poi si offende. Ma va bene…auguri al silenzio, auguri al rumore, auguri alla gioia, auguri al dolore, è Natale, mica Capodanno o Ognissanti….

Un giorno io ruberò la luna...

continua...

Auguri anche a te, amore mio. Sei tu, il mio regalo da scartare.

Sono stanco, c’è traffico, ma sto arrivando a casa e stasera faremo l’amore, magari cantando Jingle bells.

 

 

 

(Baol70, Natale 2005…  to be continued)

Pubblicata anche sul sito ciao.it



7 Comments to “Jingle Bells”

  1. icobox scrive:

    questi sono gli auguri da Suburbia Sud.. tanti auguri Paolo!! (sei fantastico nella foto)

  2. ambra-priolo scrive:

    non hai mai letto il libro e parli di altro dovrei darti fuori tema ma mi limitero al inutile

  3. Chihuahua scrive:

    Sulla homepage di Amazon è comparso un comunicato dei dirigenti che, dopo aver visto la tua foto col pupazzetto in mano e le palle di Natale, hanno deciso di mettere all’indice il tuo libro (e come dar loro torto?)…!!

    Ora che il libro è “indicizzato” dovresti vendere di piu’…!! (umorismo etimologico… ihihihihih!) :D

    Tanti cari auguri di buon Natale, Paolo, a te e a tutti i tuoi cari! ;)

  4. Baol70 scrive:

    bene o male purché se ne parli :) …contraccambio gli auguri!!

  5. Fabrizio Cotza scrive:

    Un vero piacere “conoscerti”…
    ti seguirò!

  6. Baol70 scrive:

    ehilà…benvenuto anche a te e grazie!

Leave a Reply