
Angeli e nuvole
Ecco, piove anche oggi, a Roma, come purtroppo spesso capita con ineccepibile costanza, i fine settimana sono fradici d’acqua, deve essere una sorta di maledizione per chi lavora durante la settimana. E come pioveva anche a Berlino, ad inizio settembre di quest’anno, ma noi, che eravamo lì, continuavamo ad uscire ed a passeggiare, ovviamente premurosamente muniti di K-way od impermeabile ed ombrello, due invasati quasi, l’ultimo giorno con le vesciche ai piedi, ma ancora, ancora, ancora.
Berlino potrebbe essere descritta come una lunga camminata quasi schizofrenica, senza punti cardinali, perlomeno quelli ordinari, ma solo quelli dettati da bussola interiore, un salto qui, una passeggiata di là e che ben venga uno squarcio di sole, mentre dal lontano nord arrivano ancora nubi gravide di pioggia e che palle. Va bene, insomma in questo pomeriggio romano dal cielo milanese vorrei parlarvi di qualche impressione e raccontarvi l’attuale capitale della Germania ora unita, ma riesce difficile, perché Berlino pare si lasci acchiappare facile, si percorre agevolmente grazie anche alla mostruosa struttura efficiente (tram, metro, autobus) del trasporto pubblico da noi inimmaginabile, eppure non riesco a seguire un filo logico, a darmi una linea retta o angolata oppure sinuosa e flessibile, perché quello che mi rimane, mesi dopo, sono come fotografie in movimento, impressionismi, senza una apparente geometria, per una capitale europea che è al centro dell’Europa non solo geograficamente e che per una serie di motivi rappresenta il bene o il male di un continente che da tempo ha perso il ruolo di centro del mondo e da qualche anno versa in uno stato comatoso che rende difficile pronosticare il futuro. E si può dire che la senzazione che si prova lasciando Berlino e la sua storia, citando, è come

Sotto questo cielo...
È quasi come navigare con una barca;
è come essere in
mare e scoprire d’improvviso che ogni cosa sembra diversa.”
(Daniel Libeskind, architetto statunitense, nato in Polonia)
Berlino può anche essere anche identificata con un centro ed una periferia, ma è di prospettiva mutevole a causa dei radicali cambiamenti che in continuazione si manifestano anche oggi, con la solida sensazione che nonostante i cantieri aperti, l’urbanizzazione teutonica sia ben decisa e consolidata, frutto di programmazione e non del caso. Ma è costante la sensazione estetico-architettonica che si sia di fronte ad un movimento continuo, ad una perseverante ed inesorabile muta della pelle. Perché le ferite arrecate non sono uno scherzo, da queste parti, gente, ferite a volte cercate, anzi, volute. Berlino signori è una città che ha cicatrici, ferite non rimarginate, ha avuto piaghe purulente, basti ricordare la storia del Novecento. Capitale della Prussia, ebbe le conseguenze della sconfitta della prima guerra mondiale che ne sconvolsero l’assetto sociale. Poi il dramma, fino al 1945, quando, caduto finalmente quell’assurdo, incredibile, indimenticabile e nefasto dramma del nazismo di Hitler, la città si ritrovò letteralmente rasa al suolo, come molte città tedesche, complice la guerra e le necessità belliche distruttrici dei vincitori russi ed anglo americani, al fine di far inginocchiare il mostro nazista nella maniera più rapida e devastante possibile. Quindi niente più storia o ricordi o monumenti. Macerie, sangue, povertà ed echi di violenze, il giogo dei vinti. Come se non bastasse, la promiscua occupazione della città da parte di truppe di politica opposta, come quella socialista dei russi e quella occidentale degli anglo americani portò lo squarcio emblematico del Muro, che separò la città in due blocchi contrapposti, ostili ideologicamente e di cui le popolazioni dovettero subire passivamente le conseguenze, visibili ancora oggi tutto sommato. Una divisione imposta da Est persino con la forza, senza poter nemmeno proferire parola.

amarcord....
Al di là della faccenda oramai storia e la nuova unità che io (e molti di noi) abbiamo vissuto in diretta, dagli anni Novanta in poi Berlino cambia ancora, l’Ovest riabbraccia l’Est e di conseguenza la città, come un camaleonte, riassorbe gli sconvolgimenti profondi e densi di significati fino a mutare di nuovo aspetto, fino ad arrivare ad oggi dove mostra con orgoglio le sue conquiste di città oramai rimarginata senza però nascondere ancora i suoi interni e continui sommovimenti e riadattamenti. Continuo ad essere qui a Roma,adesso, ma a proiettarmi lì a Berlino e tutto risulta essere difficile. Posso dare una idea non compatta, ma solo di movimento.

prospettive
Della città posso dire che al di là della zona classica e storica che si snoda dalla ex comunista Alexander Platz, passando per le riedificate e monumentali costruzioni del Duomo berlinese e della Casa del parlamento e del Primo ministro, attraverso la Unte der Linden, non disdegnando anche escursioni nei quartieri limitrofi, dopo la oramai leggendaria porta di Brandeburgo, si arriva al Tiengarten. Questo è un maestoso giardino ex riserva di caccia della nobiltà prussiana e con a fianco il corso del fiume Spree, ancora attraversando la Strasse des 17 Juni si chiude il giro svoltando verso il cuore della vecchia Berlino ovest, Kurfustendamm. Ma ritornando magari indietro ecco Postdammer Platz, che mia moglie vide nel 1996 come un cumulo di macerie, buche, fondamenta, progetti e scheletri ed ora è un gioiello di rara intensità architettonica proiettata verso il futuro, edificata da alcuni se non tutti i maggiori architetti del mondo fra cui il nostro Piano, oppure il delizioso quartiere edificato intorno a Nikolai Kirche, un incantevole angolo dove si è ricostruita la Belino che fu, con tutti i dettagli possibili, con negozi di artigianato e ristoranti che, dato il luogo, alla fine, non sono nemmeno così eccessivi nei prezzi. Anche un giretto quasi pre shopping su Fredrichstrasse non lo disdegnerei, come dopo la zona dei musei vi consiglio un salto sulla radical chic Hackesce Hofe, dove in un ex ricca residenza troverete cortili e negozi e locali trend e per così dire alternativi . Vi avverto. Non è una mappa, ma una serie di schizofrenici e zigzaganti movimenti che vanno colti al volo e non seguiti pedissequamente.
Ebbene questa enorme area, ricca di verde, vastissima e piena di piccole sorprese ad ogni angolo, perché qui è bello il particolare, il vagare senza meta o pregiudizio.

Architetture
Occorre assaporare la sua natura insonne ed inquieta anche attraverso la composita popolazione di diversa età, storia religione e razza, apprezzare magari tornando indietro il fatto che i quartieri in orbita sovietica sono stati certo abbelliti ma soprattutto hanno una maestosità ed una logica architettonica che francamente sfugge alla speculazioni residenziali popolari o meno che per esempio affollano la mia Roma nei suoi confini, un ordine ed una perseveranza talvolta dalla eco lugubre ma meno carnevaleschi ed irritanti del caos speculativo di casa mia. Uno scrittore a me molto caro, di cui vorrei narrare molto, Pier Vittorio Tondelli, per la sua funzione e funzionalità nella letteratura italiana del 20° secolo, amò questo luogo, lo frequentò spesso e ne disse « Nei primi anni ottanta il mito di Berlino, del suo punk, delle case occupate di Kreuzberg, dei suoi teatri e della drammaturgia, di un modo di vivere disinibito e “facile” appariva come il più radicato presso le giovani generazioni. In tanti siamo andati a Berlino, in quegli anni. ». Ecco perché oggi la capitale tedesca ha un fascino a cui difficilmente si può resistere, discreto ma nello stesso tempo maliardo, sfuggente ma irresistibile.
Detto ciò, sarò chiaro: mi porto nel cuore un sacco di cose, che forse varrà la pena di vivere soggettivamente. Sull’alloggio consigli utili non ve ne posso dare: ho alloggiato da amici, al costo di un rimborso simbolico delle spese di pulizia. Trovo però che Berlino sia una città cara, certo non carissima come una volta dove era accessibile solo l’Ovest o quasi, ma pur sempre da andarci cauti. Qualunque monumento, anche se solo simbolico, ha un costo d’entrata, a volte secondo me eccessivamente esoso. I viaggi sui mezzi costano ben 2,10 euro a testa e valgono su una sola corsa. Ci sono soluzioni di abbonamento tre o cinque giorni decisamente più convenienti. Tanto per dire, la mie sigarette in Italia sono a 3,70 qui 4, 20 ed oltre. La birra è più buona che in Italia, i ristoranti numerosissimi, di vario genere, prezzo, validità, in qualunque quartiere.

prosit!
Sulla vita notturna poco vi so dire, anche se tornavo a casa a mezzanotte ed oltre, ma ero in macchina accompagnato dagli amici. Da incorniciare i trasporti pubblici, come detto, ma non vi sognate di fare gli italiani e non pagare. Distinti signori in borghese all’improvviso si avvicinano e mostrano il tesserino di controllori e non c’è verso che non paghiate. Sono cortesi, ma energici e risoluti. Nella parte est, dove avevo il mio appartamento, è difficile che qualcuno vi parli inglese. Nel senso che vi capiscono cosa dite, ma poi rispondono in tedesco e la comunicazione a gesti diventa l’unica efficace. Dei musei assolutamente da visitare ( porta via almeno quattro ore anche se non siete patiti) il circuito attorno all’Altes Museum, un’ isoletta dove stanno raggruppando i reperti e ele opere di tutti i musei più importanti ad est ed ovest, al fine di offrire una panoramica completa, con biglietto unico più conveniente di molto ovviamente di quello singolo, anche se consiglio di acquistare quello che dura più giorni. Quello che vi assicuro è assolutamente da non perdere è il Pergamon, dove ci sono resti ed informazioni su civiltà come gli Assiro- babilonesi, gli antichi greci oppure i Sumeri che veramente lasciano basiti, frutto di scavi di archeologi tedeschi. Per mia sfortuna il famoso museo egizio era in nuovo allestimento, ma son riuscito a vedere la splendida maschera di Nefertiti, un reperto fantastico che da solo merita un soggiorno da quelle parti, vista la bellezza e la perfezione che riesce a sfiorare, per qualche verso, assomiglia alla bellezza di mia moglie almeno, ovvio, per me e solo per me. Per finire NON perdetevi una gita in battello sul fiume Spree, sia quello corto (in genere 7-9 euro con guida in tedesco) o quelli ancora più lunghi e costosi.

Come un fiume verso il mare
Con il sole vi scalderete tra acqua, monumenti visti dall’acqua ed un lungofiume largo quasi come l’autostrada del sole, ricco di verde, panchine, gente a passeggio, pulizia e qualche locale. Per chi come me invece che i raccontini frigidi o guide turistiche preconfezionate preferisce le emozioni sincere o particolari, se vi interessa andare a Berlino consiglio vivamente di leggere “Berlin” di Eraldo Affinati (scrittore romano del 1956), un libro che in qualche modo ha messo in riga la mia emotività per questo bel viaggio.
Anche questo testo procede in maniera asimmetrica, apparentemente schizofrenica, anche se il sottile filo conduttore sono le storie che appartamenti, angoli di strade, vetrine hanno da raccontare in merito soprattutto agli orrori che la città ha sofferto sulla propria pelle. Scritto con stile nitido ma con qualche svolto autoreferenziale, dalla struttura originale e talvolta quasi geniale, è stata comunque una lettura vivificante.
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Alcuni stralci sono tratti da un’opinione pubblicata anche sul sito ciao.it



Impossibile sentir parlare di Berlino e non riavere in mente le favolose immagini dei film di Wenders… e come sai io mischio un po’ le cose, fra immagini e musica passa un filo finissimo, come quello dei pensieri che hai esposto, e allora non posso far altro che inviarti un bel link… http://www.youtube.com/watch?v=_cFcL1VjLvY
Che bello, mi hai fatto tornare a Berlino per qualche minuto. Belle pure le foto
grazie
Il sergente mi ha chiesto di avvisarti che rientrerà tra le tue cose. Vittima della perenne insoddisfazione ha ritenuto che la “ragione sociale” del sito non fosse abbastanza chiara. Adesso la MISSION è palese (vedi titolo).
Chiaramente ti inserisco nella mia pagina di Scambio link.
A presto.
P.s. – Vorremmo recarci a fine mese a Berlino se il forno non ha niente in contrario o l’assicurazione dell’auto o la bolletta del gas o la maxi bolletta dell’Enel (a casa mia forniscono oro non elettroni…).
capisco la faccenda delle bollette, meno quellla del mio stipendio che perde peso senza fare cure dimagranti. Bentornato, sergente
Si, probabilmente lo e
Al seguente link potete visualizzare il servizio che abbiamo realizzato il giorno 8 Aprile 2010 dal titolo “Berlino incontra la città” a Tor Vergata alla facoltà di Lettere.
http://www.uniroma.tv/?id_video=15463
Alessandra
09/04/2010
There is apparently a lot for me to study outside of my books. Thanks for the fantastic read,
hey!, grazie moltissimo delle buone info, sono state apprezzate Qui Ho trovato diversi altri libri sull’argomento