La sfida è la contemporaneità. Parlare dei Vivi. I simili, senza la calotta protettiva che la naturale bellezza delle cose ingiallite ci renda il passato più letterario, artistico. Sempre giustificato nella sua ampolla.
Benvenuti nella ‘recherche’ del tempo presente, ci vuole coraggio a trovarne la bellezza, il significato, il filo logico.
Abilmente, in veste di tessitore di universi periferici e vicini,nella familiarità da borgata romana metropolitana, Paolo Pappatà nella sua raccolta di racconti proietta piccoli microcosmi da ‘Suburbia Sud’, mondo qualsiasi con persone qualsiasi, da universo meta-carveriano nella ricerca dell’antiestetico del linguaggio ma pieno di senso in quel: ‘ Non c’è un briciolo di poesia, nemmeno un po’ di prosa. Niente. O quasi.
Sconclusioni è esattamente quel ‘Quasi’. Quell’equilibrio che è un brivido sopra alla follia per dirla con Vasco.
Una scabra umanità post moderna e post tutto. Distillata e disincantata, ma appigliata alla destrezza emotiva di non farne un fardello nichilista, negativo o positivo in totem.Niente bicchieri da riempire o svuotare a metà. E’ il senso equilibrato di una penna gradevolissima a stendere il tracciato di una scrittura fluida innescata dal non happening delle short stories di questo libro appigliate all’era dell’acquario dei tempi di oggi, dalla non poetica della routine al mood della Seconda Repubblica, ma questo non è che uno sfondo remoto su personaggi pregnanti e minimal densi della loro piccola cosmogonia, minuscola e sempre uguale.
Fino, peculiare e trasversale. In reatà Sconclusioni, questo cofanetto senza colpi di coda da trame da film è la materia grezza del nostro tempo ma dai toni raffinati. Siamo noi a rispecchiarci nel volto del passante di spalle catturato nelle snapshot di questo libro.
Un libro autoprodotto, pubblicato su Lulu.com, anche questa è la diagnostica di un sintomo dei nostri tempi. Ma Pappatà è un piccolo grande scrittore. Consigliato, consigliatissimo davvero, per un talento che non si esaurisce in un temporale estivo.
Chiara Marra – “Groudy.Blue”
(apparsa già anche sul sito Ciao.it)


Grazie Chiara!
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