Paolo Pappatà scrittore suo malgrado e webwriter per necessità, è nato a Roma nel 1970. Da anni sfoga la sua grafomania in alcuni siti con il nickname Baol70(Lankelot.eu, Ciao.it fra gli altri). Nel settembre 2009 è uscita la sua prima raccolta di racconti, "Sconclusioni". Per ora, oltre a scrivere, legge.

Gli invisibili, di Nanni Balestrini

.........................................................

Anni Settanta. Tensione, scontro, coraggio e paura, tanta paura. Le piazze un’arena, i vicoli un’imboscata, il nichilismo che anima più di un cuore e molti cervelli del gregge, del branco, del. E poi scontro, scontri, scontrarsi. È guerra, ma nessuno la chiama così. Verranno bollati come anni di piombo, verranno ricordati solo alcuni episodi e di quello che successe veramente in realtà si cancellarono le tracce. Fino appunto a rendere praticamente invisibile una intera massa di persone, la maggioranza di una generazione o comunque una parte significativa.O anche insignficante. Perchè di questi dettagli,a quanto pare, a loro non fregava nulla né interessavano a  chi li combatté con forza e durezza, fino a cancellarli, a renderli per sempre nulla o anche poco meno di nulla.

“Gli invisibili” è una testimonianza di come si cancella una spinta rivoluzionaria. Giusta o sbagliata che fosse. Ammesso che nella Storia ogni azione sia in tutto o in parte appellabile come giusta o sbagliata. Atttraverso una serie infinita di paragrafi sostanzialmente brevi, senza segni di interpunzione classici, senza una linearità della trama bensì come un vissuto che fuoriesce e si appropria del racconto, ecco le vicende per certe versi terribili di persone non identificate da nomi, quasi a nascondere la identità, ma contrassegnate da nomi di piante ed erbe aromatiche, a segnalare una propria connotazione individuale. Menta, China, Lauro, Cotogno, Mora, Valeriana, Ortica. Non nomi in codice o forse sì. Ma comunque erbe, aromi, profumi, frutti. E un solito ed insolito destino: essere vittime di una repressione, legale o meno, messo in atto dall’ordine costituito,a  suo volta disordinato. Una operazione poliziesca, nella realtà dei fatti e al di fuori della fiction narrativa, che alla fine degli anni Settanta lo Stato italiano o colui che si spacciava per tale mise ferocemente in atto per porre argine ad una guerra di piazza sempre più anarchica e senza futuro e nello stesso tempo esponenzialmente in crescita come violenza, superbia, nulllità.
Che peccato. O forse no, meglio così. Chissà.
Chissà cosa cercavano, vinti e vincitori, guardie  e ladri, medici ed ammalati. Chissà se cosa cercavano l’hanno trovato o qualcosa ha trovato loro, tipo l’illuminazione di San Paolo sulla strada di Damasco. Va bene, non facciamo domande difficili, abbiamo troppi interrogativi e poche risposte che peraltro non rispondono affatto o forse solo in minima parte.
“Gli invisibili” è il resoconto non fluviale ma in forma torrenziale di una manifestazione, di un gruppo di contestatori, della consegunete rivalsa della Polizia e degli organi preposti, dell’arresto e del terribile regime carcerario dei protagonisti. Il tutto e in un clima ed in un’età perfettamente individuabili. Sono d’accordo con voi,. stavolta la differenza non la fa ( o non solo la conduce) il testo, ma il contesto.

Continue Reading

25 aprile, Liberazione. Ci fanno la Festa

.........................................................

La sera è animata vivace chiassosa per i nostri rumori le grida i canti la musica e colorata dal nostri giacconi le sciarpe le gonne i cappelli i muri sono ininterrotti graffiti disegni e scritte che si mescolano si sovrappongono su tutti i muri contro i padroni contro il lavoro nero contro tutti i lavori contro il ghetto contro il clero contro il sindaco contro il sindacato contro i partiti contro la giunta contro i maschi contro l’eroina contro i fascisti contro gli sbirri contro i giudici contro lo stato contro la miseria contro la repressione contro la galera contro la famiglia contro la scuola contro i sacrifici contro la noia(N. Balestrini, “Gli invisibili”).

Mi dispiace, ma sono giornate come queste, ricolme di gonfia ed empia retorica, che mi fanno sentire fuori dal Tempo. Il 25 aprile sta diventando come l’8 marzo? Come insegnavano persone con le palle, che questa festa l’hanno veramente creata, tipi come Grasmci e Calvino per intenderci, bisogna utilizzare la memoria per liberarci dai fantasmi del passato e combattere gli spettri di un presente complesso, magmatico e nebuloso e gli incubi di un futuro incerto ed inquietante. Il resto è aria fritta, da Trote fuor d’acqua e sclerotici bunga bunga intercettati senza pietà.

Credo ci voglia un meno di nostalgia, meno richiami all’Unità ed ai valori comuni, molta più sostanza ed attualità, per tornare a vivere eventi in maniera collettiva ed orientata verso ciò che resta da vivere e si può cambiare piuttosto a quelloc he è stato e non tornerà più, almeno si spera. Vabbe, buon mercoledì. svegliatevi, giorni dove ci fanno la festa, se potete, la tavola è pronta, bisogna solo decidere cosa non mangiare e lasciare digerire agli anni futuri. Se mi volete mi trovate qui. O lì. Insomma, dove mi si può raggiungere dove partire e ripartire. Ora mi ascolto questa, in primo piano, poi ne riparliamo http://www.mugland.net/ E magari leggetevi “Gli invisibili” di Balestrini. Non c’entra nulla, ma va bene così, il bello della Letteratura è entrarci per forza. O anche no.

Continue Reading

Facebook è un mistero?

.........................................................

 Un coniglio. Un sociologo vecchio. Una ragazza scomparsa. Una trama da giallo classico. Ma di giallo non c’è nulla, solo blu. Il blu dell’interfaccia del social network più famoso e cliccato al momento, ovvero Facebook, il Faccialibro, una ossessione che asessua oppure sessifica tutto ciò che magari una volta era impossibile sessuare.Più che sarcastico, distruttivo. Più che allegro terribilmente arrabbiato, quasi disperato, senza alibi, promesse, sconclusioni. “Il Web è un valido nemico delle dittature. Morbide o ufficiali che siano. Lasciatevlo dire da un coniglio”. Ecco, facciamocene una ragione. Abbiamo uno strumento che però oramai ci utilizza, quasi fossimo dei mouse o peggio delle tastiere con meni tasti, nessuno di noi puà ricoprire l’alfabeto. Già, un coniglio. Meno male che non si tratta di un bradipo, di una iena oppure di un pezzato serpente, perché vai a capire tu. Secondo libro letto da me della Piano B edizioni, sceondo tentativo non ludico ma intellettuale di destablizzare quello che ora c’è. Peraltro diciamo che tutto c’era prima e che al massimo non siamo riusciti a migliorarci, ma meramente a connetterci, espandere le possibilità delel nostre poche possibilità, allarmanti pochezze.
Corrosivo, sarcastico, letterario, indispettito. Nel complesso simpatico, empatico, genuino.

Un’accurata analisi, quasi chirurgica, che dalla piattaforma virtuale elenca con ironico disappunto modi, mode, aspetti e tic dell’umanità contemporanea.

Continue Reading